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Comuni
Malvito
Mottafollone
San Sosti
Altomonte
San Lorenzo del Vallo
Spezzano Albanese
Terranova da Sibari
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Introduzione
Uno degli itinerari più affascinanti che un turista possa affrontare, in qualunque paese si trovi, è sicuramente quello che lo conduce tra i castelli, antiche dimore dei “signori” del luogo che, in qualche modo, fanno assaporare il passato, dando l'illusione al visitatore di calarsi nella storia e poterne meglio immaginare i risvolti più fantasiosi.
La Calabria, terra ricchissima di risorse non solo ambientali ma anche storico-artistiche assai variegate, offre da questo punto di vista una scelta ampia e diversificata, conservando molti castelli, alcuni dei quali ridotti a semplice rudere, altri ancora imponenti, che testimoniano il succedersi di dominazioni diverse sul suo territorio.
Dal castello normanno a quello longobardo, dal castello feudale all'antica abbazia fortificata, il panorama che si offre al turista presenta un ampio numero di siti da visitare.
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* ...tra i castelli, antiche dimore dei “signori” del luogo che, in qualche modo, fanno assaporare il passato, dando l'illusione al visitatore di calarsi nella storia... |
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I castelli nei comuni
Il Castello di San Lorenzo del Vallo
Il castello feudale di San Lorenzo del Vallo, cittadina che si estende su due colline prospicienti, attraversate dal fiume Esaro, domina tutto il centro abitato e risale probabilmente al XVII sec., anche se potrebbe essere il risultato dell'ampliamento di un edificio preesistente; la pianta quadrata e le quattro torri romboidali agli angoli, abbellite da una merlatura ghibellina detta a coda di rondine, ne accrescono l'aspetto maestoso, dato sicuramente dalla grande volumetria, circa 6000 metri cubi, e dal gran numero di ambienti, circa 50, disposti su tre piani. Gli stipiti delle aperture originarie sono in roccia arenaria mentre le feritoie presenti sulle mura laterali fanno pensare che il maniero fosse stato utilizzato inizialmente come piazzaforte militare. In seguito venne sicuramente riadattato a palazzo residenziale (fino al 1542) dagli Alarcon Mendoza della Valle, feudatari del luogo, poi dai Pescara (fino al 1623), poi ancora dai Marchesi di Rende (fino al 1666), indi dai De' Buoi (fino al 1697) e infine nuovamente dai Marchesi di Rende (fino al crollo dell'età feudale nel 1806). Il castello nel 1978 è stato dichiarato monumento di interesse storico nazionale.
Il Castello di Scribla
Antica abbazzia benedettina, sorta in località Logge, presso l'attuale Scalo ferroviario, era invece il castello di Scribla di Spezzano Albanese, fortificato da Roberto il Guiscardo (che lì ebbe la sua prima dimora calabrese attorno al 1044) e trasformato in feudo nel XVII sec.
Ciò che ne rimane è un'interessante testimonianza del succedersi dei vari dominatori che lo abitarono: dai Normanni agli Svevi, ai Sanseverino di Bisignano (1622-1668) agli Spinelli di Tarsia (dal 1669 al 1806). |
Il Castello medievale di Malvito
Ancora diversa l'origine del Castello medievale di Malvito, uno dei pochi centri calabresi a poter vantare origini Longobarde; come emerge da alcuni documenti storici, fu infatti sede di Gastaldato, ovvero ospitò un presidio longobardo, tra la fine del VII sec. e gli inizi dell'VIII.
Il Castello di Malvito è per l'appunto una fortezza longobardo-normanna, costruita tra i secoli IX e XII; ubicato in cima alla collina, in una posizione inespugnabile, aveva originariamente quattro torri. Di queste il Mastio è ancora pienamente fruibile; rimangono altresì visibili due torri angolari: una circolare e l’altra quadrata. Il tratto di mura a ovest è quello meglio conservato; vi si intravedono le feritoie usate in caso di attacco; la parete sud conserva invece tracce di un forno. All'interno, un cortile con due cisterne per la raccolta dell'acqua piovana. La cappella del Castello, dedicata a San Nicola, custodiva, per come ci informa un apprezzo del 1675 conservato nell’Archivio di Stato di Napoli, un dipinto della Vergine di Luca Giordano, di cui purtroppo non si ha traccia.
Dal “Chronicon”, scritto da Riccardo di San Germano, siamo informati che il Castello di Malvito fu al centro di un violento episodio di guerra civile tra Normanni e Svevi, avvenuto intorno al 1197. Da questa cronaca si rileva che nel 1194 l’imperatore tedesco Enrico IV conferì il Castello a Goffredo, abate di Montecassino e quest’ultimo, a sua volta, designò quale castellano Mauro de Mira. Dopo la morte di Enrico IV, l’imperatrice normanna Costanza d’Altavilla, nell’intento di conciliare alla casa sveva la nobiltà normanna, provocò la ribellione di alcuni cavalieri tedeschi, fra i quali un certo Federico di Hohnstadt che riuscì ad impadronirsi del Castello scacciandone Mauro de Mira. Ne valse l’assedio posto al Castello, per ordine di Costanza d’Altavilla, da parte di Anfuso de Rotis, conte di Tropea: poiché, come ricorda il cronista svevo coevo agli avvenimenti, tratti in un tranello da Federico Hohnstadt furono da questi “puniti come meglio a lui piacque”.
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Il Castello di Mottafollone
Medievale anche il Castello di Mottafollone, di cui però rimangono solo ruderi; tra di essi si notano due rivellini laterali, staccati dalla fortificazione e adibiti allo scopo di proteggere la cortina; di esso non si hanno molte notizie se non che il periodo di massimo fulgore fu nel XIV secolo.
Il Castello di Altomonte
Risalente al XII sec., ma ampliato successivamente fino al limite della rupe è il Castello di Altomonte. In posizione dominante, la sua loggia a tre arcate si affaccia sulla piana di Sibari; il maniero, che oggi ospita un albergo a cinque stelle, conserva tracce di affreschi ed ha gli stipiti delle feritoie e le mensole in pietra lavorata; dinanzi al castello, una piazza detta del Vaglio, dove il popolo si riuniva in assemblea.
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Il Castello della Rocca di San Sosti
Nato per controllare l’antica via istmica, è il Castello della Rocca (X sec.) di San Sosti, ai piedi del monte La Mula. Dell’antica fortificazione rimane un mastio quadrangolare da cui si gode una visione panoramica sulle suggestive gole del fiume Rosa.
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